IDM Südtirol - Alto Adige

30 mercati mondiali al centro dei due giorni di consulenze organizzati da IDM

Export ai raggi X

Quando: 26/03/2019
Come muoversi sul mercato turco e gestire le incertezze derivanti dall’inflazione e dall’instabilità geopolitica del Paese? Quanto e in che modo le aziende interessate a esportare in Russia devono tenere in conto gli aspetti ambivalenti della politica commerciale di Mosca? Per esportare in modo efficace è fondamentale conoscere le peculiarità dei diversi mercati e sapere come muoversi. Per sostenere e informare le aziende altoatesine su trenta mercati internazionali e su argomenti legati all’export IDM Alto Adige ha organizzato oggi e domani gli “Export Days”.
Sono 54 le aziende altoatesine che stanno partecipando ai colloqui individuali con sedici consulenti esperti. Assieme a loro stanno analizzando le potenzialità dei propri prodotti e servizi e le esigenze dei potenziali clienti in specifici mercati selezionati da ciascuna azienda. «Nonostante una contrazione negli ultimi due trimestri, l’export altoatesino ha chiuso il 2018 con una crescita dello 0,5% rispetto all’anno precedente. La grande partecipazione delle aziende che si confrontano con gli esperti nelle due giornate di Export Days testimonia un immutato interesse a esportare e accrescere il proprio giro d’affari puntando a nuovi Paesi», osserva Vera Leonardelli, direttrice del dipartimento Business Development di IDM.

I mercati approfonditi in questi giorni sono vicini all’Alto Adige, come quello tedesco e quello svizzero, ma anche più lontani o meno conosciuti: oltre a Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Polonia, le consulenze più richieste riguardano il Sudamerica e i Balcani. Oltre ai potenziali mercati all’interno e all’esterno dell’Unione europea, le aziende partecipanti si stanno informando anche sui Paesi che presentano più incertezze, come la Russia.Dal 2014 al 2018 le esportazioni altoatesine verso questo Paese sono diminuite notevolmente, complici anche la politica commerciale russa e le sanzioni introdotte in questi anni: in quattro anni si è passati da 67 a 39,7 milioni di euro. Il Paese rimane tuttavia interessante per alcune aziende altoatesine, come spiega l’esperto Christoph Spank. Considerazioni dello stesso tipo valgono anche per le aziende interessate a esportare in Turchia. Nonostante l’alta inflazione, una moneta debole e una situazione geopolitica instabile, secondo l’esperto presente questo mercato rimane particolarmente interessante per le aziende che operano nei settori dell’energia e delle infrastrutture.

Questi e gli altri esperti che lavorano nei diversi Paesi sanno quali merci sono più richieste, come si applicano i contratti e quali sono i canali di vendita più usati. «Attraverso gli esperti le aziende altoatesine accedono a una miniera di informazioni per valutare dove e come esportare. Conoscere il mercato è sicuramente l’aspetto più importante, ma ci sono molti altri fattori che, se gestiti al meglio, portano al successo sui mercati esteri. Per questo abbiamo esteso le consulenze anche ad alcuni aspetti pratici legati alle esportazioni e alle procedure da seguire», commenta Leonardelli. I partecipanti stanno infatti ricevendo degli spunti da altri sette esperti sul diritto internazionale e la contrattualistica, gli sbocchi commerciali legati all’e-commerce, la logistica e i trasporti, come svolgere al meglio le singole operazioni e quali documenti sono necessari per il commercio estero: informazioni che serviranno loro per esportare in modo sicuro ed efficace.