Digitalizzazione
Come può l’intelligenza artificiale diventare una risorsa realmente utile per un’impresa? È stata questa la domanda al centro di un webinar di Digital Connect organizzato da IDM. Il messaggio emerso è chiaro: per introdurre l’IA con successo non bisogna partire dagli strumenti disponibili, ma dai problemi concreti dell’azienda, dai processi quotidiani e dalle persone che li rendono possibili.
Durante l’incontro, l’esperta Lisa Höllbacher ha illustrato i principali fattori necessari per un’introduzione efficace dell’intelligenza artificiale. Alex Burger, della Burger Srl, ha invece raccontato come la sua impresa artigianale abbia costruito, passo dopo passo, una solida base digitale su cui sviluppare future applicazioni.
L’interesse verso questo nuovo tool nasce spesso dalla curiosità per nuovi strumenti o dalle prime sperimentazioni avviate spontaneamente da singoli collaboratori. Secondo Lisa Höllbacher, ciò può rappresentare un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. La domanda da porsi è un’altra: quale problema concreto vogliamo risolvere?
Solo dopo aver definito con precisione l’obiettivo è possibile individuare la tecnologia più adatta, che si tratti di generare testi, cercare di informazioni, automatizzare attività ripetitive, analizzare dati oppure della gestire contenuti audio e video. Non esiste una soluzione universale valida per ogni esigenza. Per questo motivo, soprattutto per le PMI il percorso più efficace consiste nel partire da progetti circoscritti, valutare i risultati e solo successivamente decidere quale tecnologia sia davvero utile.
Un’ altro aspetto centrale affrontato durante il webinar riguarda la qualità dei dati. L’intelligenza artificiale produce risultati validi solo se può lavorare su informazioni corrette, organizzate e facilmente accessibili. Processi poco strutturati o dati incompleti non vengono migliorati, Al contrario, i limiti dell’IA emergono ancora più rapidamente.
Altrettanto importante è stabilire regole chiare. Le aziende dovrebbero comprendere quali strumenti possono essere utilizzati, quali dati devono essere inseriti, chi è autorizzato a prendere decisioni e come vengono gestiti eventuali errori o malfunzionamenti. Regole condivise non rappresentano un limite all’innovazione, ma una condizione indispensabile per utilizzare l’IA in modo sicuro, consapevole ed efficiente.
L’introduzione dell’intelligenza artificiale non è solo un progetto tecnologico, ma un percorso di trasformazione aziendale. Höllbacher ha sottolineato che l’accettazione da parte del team è uno dei principali fattori di successo. I collaboratori devono comprendere l’utilità di questa tecnologia, come trarne vantaggio e quale sarà il ruolo che avranno all’interno dei nuovi processi.
Un approccio particolarmente efficace consiste nell’individuare alcuni "AI Champion": collaboratori interessati al tema che ricevono una formazione specifica e diventano un punto di riferimento interno per i colleghi. In questo modo, le competenze si diffondono gradualmente in azienda, favorendo un modello più adatto anche alle realtà aziendali di dimensioni ridotte.
Alex Burger ha illustrato come questo approccio possa essere applicato concretamente a una realtà altoatesina. La Burger Srl, attiva nel settore degli impianti di riscaldamento e sanitari, conta circa 30 collaboratori e realizza numerosi progetti ogni anno. Il punto di partenza non è stato il desiderio di introdurre l’intelligenza artificiale, bensì l’esigenza di migliorare i processi: ridurre la documentazione cartacea, rendere più efficiente la gestione delle informazioni, abbreviare i tempi operativi e aumentare la qualità del servizio ai clienti.
In collaborazione con un partner tecnologico, l’azienda ha inizialmente lavorato sulla strutturazione dei dati. Su questa base, è stata sviluppata un’app dedicata ai processi di montaggio e installazione, in grado di accompagnare ogni progetto dalla conferma dell’ordine fino alla consegna finale e consentendo di consultare in tempo reale informazioni, controlli e documentazione.
Un esempio concreto riguarda le prove di pressione degli impianti, eseguiti anche in passato, ma con una documentazione non sempre uniforme. Oggi l’app consente di registrare ogni verifica in modo sistematico, aumentando la tracciabilità del lavoro e contribuendo a rafforzare la consapevolezza dei collaboratori sulla qualità del processo.
Grazie alla base digitale costruita negli ultimi anni, Burger Srl sta ora lavorando all’introduzione dell’intelligenza artificiale nel processo di elaborazione dei preventivi. Nei progetti maggiormente standardizzati, come abitazioni unifamiliari o sostituzioni di impianti di riscaldamento, l’azienda dispone infatti di una grande quantità di dati storici già strutturati. L’obiettivo è automatizzare gran parte della predisposizione delle offerte subito dopo il primo confronto con il cliente.
Il vantaggio atteso è duplice: ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive e permettere ai collaboratori di concentrarsi maggiormente sulle attività a più alto valore aggiunto, come la consulenza, la verifica delle soluzioni e la personalizzazione dei progetti. È proprio qui che emerge l’essenza dell’IA: non sostituisce le competenze specialistiche delle persone, ma libera tempo e risorse affinché possano essere impiegate dove generano il maggior valore.
Il webinar ha evidenziato come l’intelligenza artificiale possa diventare un’opportunità concreta per le PMI solo quando è utilizzata in modo mirato: processi ben organizzati, dati affidabili e persone coinvolte rappresentano le condizioni essenziali perché l’IA possa generare un valore concreto nella quotidianità aziendale.