Comunicato stampa

Tanto “Made in Alto Adige” nella prima call cinematografica dell’anno

Nove dei dodici progetti cinematografici sostenuti da IDM hanno un forte legame con l’Alto Adige

16.03.2026
5 min

Nei progetti del primo round di finanziamenti per il settore cinematografico c’è davvero tanto Alto Adige. Nove dei dodici progetti sostenuti da IDM Alto Adige portano il marchio “Made in Alto Adige”. Dall’inizio dell’anno questo marchio contraddistingue film, documentari o serie che presentano un particolare legame con il nostro territorio. Ciò avviene quando autori, regia e/o casa di produzione provengono dall’Alto Adige. Nella prima call del 2026 sono sostenuti cinque lungometraggi, quattro documentari, una docu-serie e due cortometraggi. Per questi progetti sono previsti quasi 75 giorni di riprese in Alto Adige, generando così oltre 4,3 milioni di euro di impatto economico sul territorio.

«Negli ultimi anni la quota di professionisti altoatesini presenti nei progetti cinematografici sostenuti è aumentata costantemente. È un segnale impressionante di quanto sia vivace e altamente professionale l’industria cinematografica dell’Alto Adige. Il fatto che già in questa prima call dell’anno ben due terzi dei progetti presentino un forte legame con l’Alto Adige è estremamente positivo», afferma Margit Gamper, direttrice Business Development di IDM. «Ci fa particolarmente piacere che si tratti di ambiti fondamentali come sceneggiatura, regia e produzione, che sono determinanti per la realizzazione di un film».

Nove dei progetti valutati positivamente da una commissione di esperti provengono dall’Italia, di cui sette dall’Alto Adige. Due progetti sono stati presentati da case di produzione tedesche e uno da una casa di produzione austriaca. Vengono sostenuti progetti sia nella fase di produzione sia in quella di pre-produzione, oltre a due progetti di cortometraggio.

Tra i progetti altoatesini figura anche il sequel di Joe der Film, molto atteso dai numerosi fan del protagonista Joe di Avelengo. In Joe der Film II Joe diventa inaspettatamente attore quando ottiene il ruolo principale in un film su Ötzi. Da quel momento la sua vita finisce completamente fuori controllo. Sulla base della sceneggiatura di Thomas Hochkofler e Robert Ausserer, le case di produzione bolzanine Moviemento e Albolina Film raccontano le nuove disavventure di Joe. La regia è affidata a Thomas Hochkofler, che per il film torna anche a vestire i panni di Joe. Tutti i 28 giorni di riprese si svolgeranno in Alto Adige. IDM sostiene il progetto nella fase di produzione.

Anche il progetto documentaristico Voi come noi vede una forte partecipazione altoatesina. La regista Lilian Sassanelli, che ha scritto anche il treatment, è diplomata alla scuola di documentario ZeLIG. Nel documentario esplora, anche nel dialogo con la madre – attrice e modella a Roma – come si sia formato e come cambi lo sguardo di intere generazioni di donne sulla bellezza femminile. Il documentario è prodotto da Matto Film di Bolzano, Ventura Film di Chiasso e Glass Frog Films di Amburgo.

Nel documentario Ultimo Artigiano, prodotto dalla casa di produzione bolzanina Formasette e basato sul treatment scritto da Gottardo Giatti, tutto ruota attorno all’artigianato e alla sua crescente tecnicizzazione. La regista Aurora Volcan osserva da vicino non solo gli artigiani in Alto Adige, ma visita anche i loro colleghi in Marocco e alcune fabbriche a Shanghai, dove i gesti umani vengono analizzati, tradotti in dati ed eseguiti dalle macchine.

Nella docu-serie true crime austriaca Exit: E66 – Der Tod von Ulrike Reistenhofer und Carmen Wieser, lo sceneggiatore meranese Robert Buchschwenter e Florian Kröppel (sceneggiatura e regia) ricostruiscono una serie di omicidi di donne avvenuti intorno all’inizio degli anni Duemila nell’area di confine tra Germania, Austria e Italia.

La produzione tedesca di family entertainment Miniatur Wunderland, diretta da Félix Koch, farà tappa in Alto Adige per cinque giorni di riprese. Il lungometraggio per il cinema, la cui sceneggiatura è firmata da Dirk Ahner e Alexander Rümelin, racconta la storia di Matteo, un bambino di quattro anni che, dopo un litigio con la sua famiglia, viene risucchiato da una pietra magica nel mondo in miniatura del Miniatur Wunderland di Amburgo, dove dovrà mettersi alla prova.

Sempre dalla Germania arriva il dramma sociale Jumoke di Oliver Hardt, un’insolita storia d’amore ambientata nel cuore delle attuali trasformazioni sociali. Il progetto cinematografico, ambientato a Francoforte, racconta la storia di Jumoke ed Eddy, due giovani che lottano per trovare il proprio posto nella vita.

Il lungometraggio Dor racconta la storia dell’insolita ma profondissima amicizia tra Gioia, un’anziana e celebre pianista italiana, e Ana, la sua badante rumena. La sceneggiatura è firmata da Giulia Pietrozzini e Valeria Testagrossa, che cura anche la regia.

Il biopic parzialmente animato Alexander Langer, sostenuto da IDM nella fase di pre-produzione, ritrae il politico e intellettuale altoatesino Alexander Langer. La sua visione di coesistenza, nonviolenza e responsabilità viene progressivamente scossa dall’inerzia e dal degrado morale della politica, fino a condurlo alla disperazione. Il treatment è stato scritto da Alessandro Ingaria, che curerà anche la regia. L’autore della parte animata è Simone Massi, mentre la produzione è a cura di Abisso Studio di Bolzano.

La casa di produzione bolzanina Albolina Film, insieme a Eutopiafilm di Innsbruck, è alla base del progetto documentaristico Ultima Irratio, anch’esso sostenuto nella fase di pre-produzione. La macchina da presa accompagna le filmmaker Martine De Biasi, dell’Alto Adige, e Katharina Burger nel loro percorso verso la genitorialità. Un cammino che decidono di intraprendere nonostante la politica del governo Meloni, che revoca il riconoscimento della responsabilità genitoriale alle coppie omogenitoriali.

Anche gli autori altoatesini Armin Ferrari e Jadel Andreetto stanno preparando, con il sostegno di IDM, il biopic Tovarišc Omega Jim. Il film racconta la storia di Peter Kolosimo (1922–1984), autore di culto italiano dell’archeologia fantastica, disertore della Wehrmacht, partigiano in Boemia, divulgatore radicale e forse persino spia.

In questa prima call dell’anno vengono sostenuti anche due cortometraggi con una forte partecipazione altoatesina. In Bestie Forever, horror diretto e scritto da Cecilia Bozza Wolf, si racconta la storia di due amiche: una delle due, nel tentativo di salvare l’altra, rimane sfigurata al volto e si ritira in isolamento, con conseguenze fatali. Il film è prodotto da Abisso Studio di Bolzano. Con Anita è un pesce, prodotto da Frabiatofilm di Bolzano, Giulia Palaia apre invece le porte a un mondo distopico sull’Adriatico, in cui Anita e la sua vicina Olivia intraprendono un viaggio surreale. Il progetto è stato sviluppato nell’ambito dell’iniziativa per cortometraggi di IDM MASO #1.

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