Innovazione
Come si può attuare concretamente l’economia circolare nel settore alimentare? Quali approcci funzionano meglio e quali sono le sfide che bisogna affrontare?
Dal 12 al 13 maggio imprenditori del settore alimentare, rappresentanti della Libera Università di Bolzano e della Provincia Autonoma di Bolzano hanno intrapreso un viaggio per scoprire comealcune imprese selezionate dell’area alpina rispondono a queste domande.
L’obiettivo del viaggio, tra esperienza pratica, prospettive scientifiche e riflessioni strategiche, era conoscere modelli diversi di economia circolare e comprendere meglio come questi vengano implementati in differenti contesti aziendali.
Le imprese visitate – Bierol, Reploid e SONNENTOR – adottano tre differenti approcci all’economia circolare. Pur differenziandosi per dimensioni, gamma di prodotti e posizionamento sul mercato, condividono un obiettivo comune: utilizzare le risorse in modo efficiente, gestendoin maniera mirata i flussi di materiali.
La prima tappa ha condotto in Tirolo al birrificio Bierol. L’azienda si definisce un “birrificio con produzione propria in maso” e unisce strettamente l’attività agricola con la trasformazione dei materiali. Una parte delle materie prime viene coltivata dall’azienda stessa, mentre altre provengono dal più esteso territorio tirolese. Antiche varietà di cereali vengono reintrodotte e sviluppate ulteriormente in collaborazione con aziende partner.
Questo stretto legame con l’agricoltura influenza anche la gestione delle risorse: chi produce direttamente le materie prime o ne conosce l’origine sviluppa una maggiore consapevolezza della qualità, della disponibilità e dei cicli.
Ciò risulta evidente in particolare nella gestione dei sottoprodotti: trebbie di birra, lievito e calore vengono riutilizzati in modo mirato. Le trebbie, ad esempio, sono impiegate come mangime per animali o come base per nuovi prodotti alimentari; il calore viene sfruttato nei limiti del possibile; gli imballaggi sono progettati tenendo conto della loro riciclabilità - e questo approccio viene comunicato ai consumatori.
Dallo scambio con l’azienda è emerso in modo chiaro che tale impostazione si è sviluppata gradualmente nel tempo. Per Bierol, l’economia circolare non rappresenta un progetto concluso, bensì un processo di apprendimento continuo strettamente legato alla propria identità e che contribuisce alla stabilità economica dell’impresa, ad esempio riducendo la dipendenza dai mercati internazionali delle materie prime.
Reploid ha adottato un approccio differente. L’azienda utilizza la mosca soldato nera per un recupero efficiente dei residui organici, trattando direttamente in loco nelle cosiddette ReFarmUnits gli scarti alimentari e i flussi di sottoprodotti.
In pochi giorni, da questi si ottengono proteine per mangimi, grassi destinati ad applicazioni industriali e fertilizzante organico per l’agricoltura. Così il ciclo si chiude, sia dal punto di vista geografico sia temporale, vicino al luogo in cui i residui vengono generati.
Particolarmente rilevante è la struttura modulare del sistema: gli impianti sono scalabili e possono essere adattati a realtà aziendali di diverse dimensioni. Ciò consente anche alle piccole e medie imprese di recuperare autonomamente i propri residui, anziché smaltirli a pagamento o trasportarli su lunghe distanze.
Oltre agli effetti ecologici, l’attenzione è rivolta ai vantaggi economici: minori costi di smaltimento, ulteriori fonti di reddito e una ridotta dipendenza da proteine importate. È necessario, tuttavia, che prima le imprese rilevino e analizzino in modo sistematico i propri flussi di sottoprodotti.
La terza tappa ha condotto i partecipanti da SONNENTOR a Sprögnitz. Il produttore biologico di tè e spezie ha dimostrato come l’economia circolare possa essere concepita in modo completo: essa è saldamente ancorata alla strategia aziendale e permea tutti gli ambiti di attività.
Il punto di partenza sono gli agricoltori biologici, che producono secondo criteri ecologici chiaramente definiti. Su questa base, i processi di trasformazione, logistica, approvvigionamento energetico e confezionamento vengono costantemente sviluppati. I residui di erbe vengono riutilizzati, viene promossa attivamente la formazione di humus e gran parte dell’energia impiegata proviene da fonti rinnovabili.
Un elemento centrale è la trasparenza: SONNENTOR redige Bilanci del Bene Comune e comunica apertamente obiettivi, progressi e sfide. Nello scambio di idee con il fondatore e amministratore Johannes Gutmann, è emerso chiaramente come questa apertura contribuisca in modo significativo alla credibilità dell’azienda.
SONNENTOR dimostra che strategie sostenibili a lungo termine e successo economico non si escludono a vicenda. L’azienda continua a crescere, investire in nuovi progetti e puntare su partnership solide lungo l’intera catena del valore.
Questo viaggio racconta come l’economia circolare possa essere applicata in modo diversificato nel settore alimentare. Per le imprese altoatesine è possibile individuare alcuni spunti concreti:
Gli esempi di Bierol, Reploid e SONNENTOR dimostrano che non esiste un unico modello, ma che servono apertura, disponibilità all’apprendimento e uno sguardo realistico sulle proprie possibilità.
L’economia circolare non è un obiettivo astratto, ma un processo che inizia all’interno della propria azienda, spesso con piccole decisioni consapevoli.