Turismo
Il termine “longevity” indica l’allungamento in modo mirato della durata della propria vita, in modo sano e attivo. La prevenzione assume così un ruolo centrale, sostenuta da nuove tecnologie, offerte personalizzate e conoscenze scientifiche. La longevità va ben oltre il tema del benessere in senso stretto; si sta trasformando in un approccio sistemico e integrato che coinvolge alimentazione, ambiente, stili e spazi di vita. Per l’Alto Adige questa tendenza globale di lungo periodo apre una doppia possibilità: diventare un tema d’avanguardia nel turismo e un campo d’innovazione per le imprese.
«Grazie alla combinazione di natura alpina, alta qualità della vita, offerte sanitarie locali e consolidata competenza turistica, l’Alto Adige dispone già di ottime premesse per posizionarsi come piattaforma su questo tema. Per le imprese altoatesine – dal settore del fitness alla prevenzione, fino ai produttori di alimenti funzionali – questa tendenza apre numerose opportunità», afferma Margit Gamper, direttrice Business Development di IDM Alto Adige.
Nella serie di seminari “Alpine Longevity Expert”, organizzati da IDM, professionisti internazionali hanno trasmesso conoscenze scientifiche sul tema della longevità e condiviso proposte pratiche su come integrare prevenzione, rigenerazione e fattori legati allo stile di vita in modelli di business innovativi. «L’obiettivo era supportare i partecipanti nel cogliere strategicamente il tema, tradurlo in offerte commercializzabili e posizionarsi con successo in questo mercato dinamico e in crescita», spiega Gamper.
«L’offerta dedicata alla longevità rappresenta l’evoluzione naturale del classico turismo del benessere – dalla rigenerazione a breve termine a un approccio preventivo fondato su evidenze scientifiche e orientato a una salute fisica e mentale sostenibile», sottolinea Wolfgang Töchterle, direttore Marketing di IDM. «Per l’Alto Adige, questo passaggio significa, da un lato, che la popolazione locale potrà beneficiare delle prestazioni di prevenzione e salute che nasceranno. Dall’altro lato, sul piano turistico, comporta una chiara valorizzazione della filiera: una maggiore propensione alla spesa distribuita su una base più ampia, soggiorni più lunghi, nuovi target di riferimento e una potenziale attenuazione della stagionalità. Il nostro territorio si sta evolvendo come un ecosistema orientato alla qualità della vita.»
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