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Comunicato stampa

3° call 2025: riflettori puntati sui talenti cinematografici altoatesini

8 dei 15 progetti finanziati provengono dall’Alto Adige, 7 sono scritti da autrici e autori altoatesini

10.11.2025
6 min

Nell’ultimo round di finanziamenti dell’anno, promosso da IDM Alto Adige, sono stati selezionati ben 15 progetti cinematografici. Più della metà di essi – ben otto – sono stati presentati da case di produzione altoatesine. La varietà dei progetti è ampia: si va da serie televisive a lungometraggi per il cinema, fino a documentari. Anche dal punto di vista autoriale, il contributo locale è significativo: sette dei progetti finanziati portano la firma di autrici e autori altoatesini. Tra questi, Francesca Bertoni ha scritto il soggetto di una serie, mentre Ronny Trocker e Cecilia Bozza Wolf hanno firmato dei lungometraggi. Per la sezione documentari, Andreas Pichler, Georg Zeller, Marco Vitale e Maria Radicchi hanno sviluppato i rispettivi trattamenti, mentre Stefania Accettulli e Matteo Raffaelli hanno elaborato la sceneggiatura di un cortometraggio. Un dettaglio particolarmente positivo: tra i 15 progetti selezionati, sette saranno diretti da donne.

«Ci rende molto felice il fatto che in questo round di finanziamenti la quota di progetti altoatesini – realizzati autonomamente o in coproduzione – sia particolarmente alta. Ciò dimostra che l’industria cinematografica dell’Alto Adige è estremamente vitale e si contraddistingue per la sua grande professionalità», afferma Renate Ranzi, Head Film & Music Commission di IDM. In questa tornata di finanziamenti, il focus principale è sulla fase di preparazione alla produzione, con sette progetti sostenuti in questa categoria. A seguire, cinque progetti hanno ottenuto il finanziamento alla produzione, mentre tre cortometraggi hanno ricevuto un sostegno dedicato. Nel complesso, i contributi di questa call sono stati assegnati a 13 progetti italiani, di cui otto provenienti dall’Alto Adige, e a due progetti tedeschi. Le opere finanziate sono state selezionate da un comitato di esperti nominato da IDM. Per i 15 progetti, sono previsti circa 52 giorni di riprese in Alto Adige. L’impatto economico atteso sul territorio – derivante dalle spese di produzione effettuate localmente – è stimato in oltre 2,6 milioni di euro.

Sherlock Holmes è il celebre protagonista dell’avventura ambientata nelle Alpi Bernesi, The Death of Sherlock Holmes, diretta da Pierre Monnard e Claudia Blümhuber. Il progetto riceve un sostegno alla produzione ed è realizzato dalla casa di produzione bolzanina Movie.mento Film, in collaborazione con Silver Reel Partners di Cham (Svizzera). Con circa sei giorni di riprese in Alto Adige arriverà anche la serie Husk, ambientata in un futuro prossimo e anch’essa sostenuta nella fase di produzione. A produrre la serie è la U5 Filmproduktion di Francoforte, che racconta la storia delle sorelle Emilia e Clara, in cui la coscienza della seconda, in coma, viene trasferita nel corpo della prima. La regia è firmata da Mia Maariel Meyer e Tim Trachte. Completamente girata in Alto Adige, in 24 giornate di riprese, sarà invece la commedia cinematografica Q.I. – Questioni irrisolte. Il film racconta la storia di tre artisti che si ritirano per un’avventura spirituale, accompagnati da una troupe televisiva con cui nascono conflitti. La produzione è della I.B.C. Movie di Bologna, con Giovanni Crozza autore della sceneggiatura e regista del progetto.

Il regista bolzanino Andreas Pichler firma invece il treatment del documentario Lieferung um jeden Preis – Die letzte Fahrt der Gulf Livestock, di cui cura anche la regia. Prodotto da Miramonte Film (Bolzano) e eikon Media (Stoccarda), il film racconta il naufragio della nave cargo Gulf Livestock, con 43 membri dell’equipaggio e quasi 6.000 bovini a bordo – una tragedia che diventa metafora di un sistema dominato da velocità e profitto, dove le vite umane diventano sacrificabili. Un secondo documentario, Shut the f**** up!, riceve anch’esso un finanziamento alla produzione. La regista Taisiia Kutuzova segue il sedicenne ucraino Serhiy, che nel suo villaggio vicino a Kiev si batte contro imprenditori potenti e funzionari corrotti. La produzione è della Helios Sustainable Films di Bolzano, in collaborazione con Crimean Waves di Kiev.

Tra i sette progetti sostenuti nella fase di pre-produzione figura anche Peak Season. Ambientata nei pittoreschi comprensori sciistici attorno al Gruppo del Sella, la serie combina tutti gli elementi del grande intrattenimento televisivo: omicidio, cospirazione e vendetta. La produzione è curata da Paradox Studios di Roma, mentre il treatment è stato scritto dall’autrice bolzanina Francesca Bertoni. Originario di Castelrotto, Ronny Trocker nel progetto A Fever Dream si ispira all’opera principale di Maria Sibylla Merian, Metamorphosis insectorum Surinamensium (1705). Concepito come un incontro immaginario tra Merian e il suo assistente ridotto in schiavitù, Samuel, il film affronta con sensibilità la tematica del colonialismo e il suo lascito storico. La produzione è una collaborazione tra Junafilm (Amburgo) e Mater Pictures (Copenaghen). La casa di produzione bolzanina Albolina Film sta sviluppando, insieme a Federica Martino, che ne cura anche la regia, il film di finzione Figlia del fieno. Ambientato tra le montagne del Trentino e dell’Alto Adige durante la Seconda Guerra Mondiale, il film racconta la storia di Lucia, una giovane orfana di padre che intraprende un viaggio alla ricerca della propria madre naturale.

Toni più misteriosi caratterizzano invece Panoramahotel. La giovane promessa del pattinaggio artistico Nicole Berger torna nell’hotel di famiglia abbandonato alla ricerca di risposte, ma presto si accorge di non essere sola. La produzione è curata dalla casa italiana Hive Division, mentre il treatment è firmato da Raffaele Pizzati Sertorelli e Cecilia Bozza Wolf, diplomata alla ZeLIG – Scuola di Documentario, Televisione e Nuovi Media, che ne cura anche la regia. La Viola Film di Roma sviluppa, in collaborazione con Primary Pictures di Vienna e Melograno Films di Los Angeles, il progetto seriale Eva dorme, tratto dall’omonimo romanzo di Francesca Melandri. L’autrice stessa, insieme a Catherine Linstrum, firma anche il treatment. La serie racconta la storia di due donne altoatesine, madre e figlia, sullo sfondo delle tensioni storiche e identitarie del territorio. Tra i progetti sostenuti in fase di pre-produzione figura anche il documentario Opening the Box. Il bolzanino d’adozione Georg Manuel Zeller ne ha scritto il treatment e, attraverso il film, intraprende una ricerca personale sulla storia della propria famiglia durante l’epoca nazista. Infine, la cooperativa bolzanina 19 Società Cooperativa, guidata da Marco Vitale e Maria Radicchi, nella docu-produzione Tra il cane e il lupo esplora il confine sottile tra cane e lupo, tra mito, scienza e antiche pratiche di allevamento.

Tra i progetti sostenuti rientrano anche tre cortometraggi. La Matto Film di Bolzano e la Sayonara Film di Bologna producono Accendere un fuoco, storia scritta e diretta da Lorenzo Puntoni, che racconta di un escursionista alle prese con una lotta per la sopravvivenza durante l’attraversamento di un passo di montagna. La Mediaart di Bolzano realizza invece Thunder e mio fratello, basato sulla sceneggiatura degli altoatesini Stefania Accettulli e Matteo Raffaelli, che firmano anche la regia. Il film segue la vicenda di Irene, una giovane donna che, dopo il suicidio del fratello, eredita il suo cavallo Thunder e con lui intraprende un percorso di elaborazione del lutto e riconciliazione. Infine, la storia di formazione Howl, nata all’interno del programma per cortometraggi MASO promosso da IDM, racconta di Nina, una ragazza che riesce ad avvicinarsi nuovamente al padre gravemente malato grazie alla passione condivisa per i suoni della natura. Il film è scritto da Margherita Panizon (anche regista) insieme a Marco Borromei.

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