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Comunicato stampa

A tutta velocità verso un hotel a emissioni di CO₂ negative

Il futuro dei viaggi e del turismo altoatesino a TourisMUT CONNECT 2026

04.02.2026
4 min

Capsule per passeggeri che sfrecciano sottoterra verso la loro destinazione a 1.000 km/h, hotel a emissioni di CO negative, capaci di assorbire più anidride carbonica di quanta ne rilascino, robot personali dotati di intelligenza artificiale che si occupano in piena autonomia del fastidioso bagaglio degli ospiti: il futuro dei viaggi, presentato di recente dal futurologo Roland Benedikter durante l’evento TourisMUT CONNECT 2026 di IDM Alto Adige, è già ai blocchi di partenza. Un futuro che porta con sé sviluppi stimolanti, dal tema della salute e della longevità come motivazioni di viaggio fino al turismo basato sui valori. Gli approcci che l’Alto Adige intende perseguire e le modalità di attuazione sono stati al centro del confronto tra IDM, in qualità di organizzatore, e i suoi ospiti – tutti decisori chiave del settore turistico. La conclusione: molti dei temi che saranno centrali in futuro sono previsti nel Programma provinciale per lo sviluppo del turismo 2030+ (LTEK) e vengono già affrontati concretamente da IDM e dai suoi partner.

In che direzione si muove un settore che – come ha sottolineato l’assessore provinciale al turismo Luis Walcher in apertura – è «un forte motore per l’economia altoatesina, capace di trainare altri comparti e al contempo strettamente interconnesso con tutti»? Verso nuovi prodotti, nuovi temi e nuovi mercati – e naturalmente verso una maggiore responsabilità e rispetto nei confronti del territorio e della sua popolazione, secondo il presidente di IDM Hansi Pichler e il CEO di IDM Erwin Hinteregger: «L’Alto Adige è una destinazione di successo, ma dobbiamo guardare oltre e continuare a evolverci in modo sostenibile».

Il settore turistico, e in particolare IDM, lavorano in modo continuativo su come debba configurarsi questa evoluzione. A definire la direzione è il Programma provinciale per lo sviluppo del turismo 2030+ (LTEK), che oltre a una “casa dei valori” individua anche sei ambiti strategici di intervento. Uno di questi è la collaborazione tra agricoltura e turismo. «Questi due settori sono destinati a intrecciarsi sempre di più. In futuro, nei piatti della gastronomia locale ci sarà una quantità maggiore di prodotti altoatesini. E i nostri ospiti cercheranno sempre più attivamente alimenti regionali. Un’evoluzione che gioca a nostro favore», afferma il direttore Marketing di IDM Wolfgang Töchterle. A rendere possibile questo sviluppo contribuiranno una sensibilizzazione crescente, numerose iniziative in ambito formativo e di collaborazione, nonché la costruzione di un ampio network che coinvolga le aziende di entrambi i settori.

La convivenza tra la popolazione altoatesina e gli ospiti è un altro ambito strategico su cui si lavora con grande impegno. In questo contesto, secondo Benedikter, al turismo spetta un ruolo fondamentale come motore del futuro e come attore capace di modellare gli spazi di vita. Un ruolo che può svolgere soprattutto se diventa un forte elemento di inclusione per la popolazione residente e un fattore per contrastare le disuguaglianze. Un approccio che in Alto Adige viene perseguito attivamente. «L’Alto Adige deve essere un luogo in cui si vive bene. Solo così può diventare anche una destinazione che vale la pena essere visitata», afferma Wolfgang Töchterle. Per questo motivo è necessario lavorare su misure che portino benefici anche alle cittadine e ai cittadini altoatesini. Tra queste rientra il recupero delle locande di paese, come ha sottolineato l’assessore provinciale Walcher nel suo intervento: «Affinché possano lavorare in modo redditizio, hanno bisogno del turismo. Allo stesso tempo, questi luoghi sono un importante punto di incontro anche per la popolazione locale e vanno quindi preservati».

Un altro approccio, secondo Benedikter, potrebbe essere quello della prevenzione sanitaria: «In questo ambito l’Alto Adige ha ottime carte da giocare, soprattutto sul tema della longevità. La combinazione di un clima d’alta quota salubre, un’alimentazione di qualità, un’assistenza medica efficiente e l’attività fisica all’aria aperta potrebbe trasformare il nostro territorio in una piattaforma dedicata alla longevità». Un’evoluzione che andrebbe naturalmente a beneficio anche della popolazione locale, che avrebbe accesso alle stesse strutture e opportunità degli ospiti. Secondo Benedikter, è necessario creare per tempo e con una visione di lungo periodo le condizioni adeguate, preferibilmente attraverso una collaborazione tra decisori pubblici e privati. A partire da quest’anno, in IDM si sta lavorando allo sviluppo di concept dedicati al tema.

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