Da logo inizialmente molto discusso di un marchio ombrello per il turismo e i prodotti locali di qualità fino a diventare un marchio regionale riconosciuto, capace di unire, sviluppare e rendere visibili tutte le competenze dell’Alto Adige, esercitando una forte attrattiva anche all’esterno: il Marchio Alto Adige ha alle spalle vent’anni ricchi di evoluzione. IDM Alto Adige, che gestisce il marchio su incarico della Provincia, ieri ha ripercorso questa storia insieme a partner e compagni di viaggio del mondo economico e politico, ma soprattutto ha guardato al futuro. Gli utilizzatori del Marchio Alto Adige provenienti da vari settori hanno raccontato l’efficacia del marchio nella loro attività. Inoltre, insieme al rinomato esperto austriaco di branding e strategia digitale Harald Melwisch, sono stati analizzati esempi di successo di marchi leader e discusse le opportunità per il futuro dell’Alto Adige.
Era il gennaio del 2004 quando, dopo diversi workshop di un gruppo di lavoro altoatesino insieme alla rinomata agenzia di branding berlinese MetaDesign, vennero presentati per la prima volta a un piccolo gruppo selezionato due loghi per il nuovo marchio ombrello. Alcuni mesi più tardi fu presa la decisione a favore del marchio ombrello e del panorama. Proprio questo profilo montano, oggi indissolubilmente legato all’Alto Adige, nacque da uno schizzo delle cime dolomitiche che la direttrice di MetaDesign, Uli Mayer-Johanssen, aveva realizzato durante una vacanza a San Genesio. Il disegno fu combinato con la scritta “Südtirol”, realizzata in un carattere tipografico creato per l’occasione. Quando la nuova immagine del marchio ombrello fu presentata pubblicamente, non mancarono le critiche – soprattutto in Alto Adige. Solo anni dopo furono riconosciute e apprezzate l’unicità del logo e la lungimiranza dei suoi ideatori, che avevano concepito un sistema di marchio modulare e coerente. Oggi, il Marchio Alto Adige è considerato una vera e propria storia di successo.
«Chi vuole avere successo sul mercato deve unire le forze, trasmettere un messaggio chiaro e creare un’immagine precisa nella mente delle persone. Grazie al Marchio Alto Adige, negli ultimi due decenni siamo riusciti a dare a prodotti, servizi e alla destinazione Alto Adige un’immagine comune e coerente. In questa coerenza risiede una forza straordinaria. Ogni utilizzatore del marchio beneficia dell’immagine positiva dell’Alto Adige e, allo stesso tempo, rafforza il messaggio comune del nostro territorio», afferma il presidente della Provincia, Arno Kompatscher. «Oggi il Marchio Alto Adige gode di una forte attrattiva e di grande notorietà a livello internazionale», sottolinea il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner. «Esso trasmette proprio quelle qualità e competenze che rendono l’Alto Adige autentico e prezioso. In questo modo ci distinguiamo chiaramente, come territorio economico e come destinazione, dalle altre regioni e Paesi con i quali l’Alto Adige è in concorrenza diretta».
Per raggiungere un tale livello di notorietà e forza comunicativa, il marchio ha dovuto compiere, dopo il lancio ufficiale nel 2005, alcuni passaggi fondamentali: dalla costruzione e promozione sui mercati, alla definizione delle regole d’uso, fino all’estensione, dieci anni fa, ai prodotti naturali locali – andando così oltre gli alimenti certificati e l’esperienza turistica. Un passo coraggioso di riposizionamento è avvenuto nel 2020: il marchio si è aperto a tutti i settori dell’economia altoatesina, trasformandosi in un marchio regionale. Oggi, nelle sue attività di comunicazione, l’Alto Adige si presenta come terra d’origine leader per prodotti agroalimentari di alta qualità, polo d’innovazione per prodotti eccellenti e destinazione sostenibile per le stagioni intermedie. I valori che il marchio trasmette in ogni sua comunicazione? Innovazione, sostenibilità e qualità.
«Per noi era chiaro che il percorso del marchio, iniziato nel 2005, dovesse proseguire verso il futuro. L’attuale marchio regionale unisce l’Alto Adige, mettendo in luce tutte le sue principali competenze», afferma il direttore di IDM, Erwin Hinteregger. L’obiettivo dello sviluppo verso un marchio olistico è stato quello di promuovere le sinergie tra i diversi settori e di rafforzare la capacità innovativa. «Un marchio forte genera desiderabilità – e il Marchio Alto Adige ha raggiunto proprio questo traguardo. Un marchio forte stimola lo sviluppo dei settori e delle imprese e crea condizioni di sostenibilità per il futuro del sistema economico e del territorio altoatesino. Il marchio regionale conferisce così alla nostra terra una notevole forza attrattiva sui mercati internazionali».
Anche sul piano digitale il marchio ha compiuto un grande passo in avanti: con l’ecosistema digitale che ruota attorno al marketplace suedtirol.info, che rende l’Alto Adige pienamente fruibile online sia per gli ospiti sia per i residenti, e con il portale B2B suedtirol.biz, che mette al centro le eccellenze altoatesine a livello internazionale. Ma anche nello spazio reale il marchio è espressione di qualità, sostenibilità e innovazione: con la Südtirol Home come dichiarazione architettonica d’identità, con un concept modulare per le fiere che riflette i valori del marchio e, nel commercio, con un format shop-in-shop che valorizza i prodotti di qualità dell’Alto Adige. In ognuna di queste “traduzioni” del marchio nel mondo reale, il brand diventa tangibile ed esperienziale. E ne traggono vantaggio tutti i settori.
Le ricerche di mercato e gli studi mostrano che il marchio è in costante crescita, diventando sempre più forte e attrattivo. Il prossimo passo previsto è ampliare il ventaglio degli utilizzatori del marchio, includendo altri settori. Attualmente, il marchio rappresenta l’esperienza turistica, gli alimenti e i prodotti di alta qualità, l’artigianato altoatesino e i fornitori di prodotti e servizi specializzati con un legame diretto con l’Alto Adige. Tra questi è incluso, ad esempio, anche il settore del legno, che è entrato a far parte della famiglia del marchio già nel 2024. Dopo un’attenta analisi dei mercati, delle tendenze e dei potenziali verrà deciso chi potrà farne parte in futuro. In ogni caso, verrà prestata la massima attenzione affinché le nuove categorie che entreranno a far parte della famiglia del marchio rispecchino i principi di qualità, sostenibilità e innovazione, contribuendo così a creare un valore aggiunto per l’intero marchio.
E come si presenta oggi l’attrattiva del marchio all’interno dell’Alto Adige stesso? Lo scetticismo iniziale si è ormai trasformato in un atteggiamento positivo – e oggi il marchio è molto richiesto, sia dalle imprese altoatesine sia dai clienti.